I documenti si anonimizzano
senza uscire dal tuo computer.
Rileva e maschera 148 categorie di dati personali in atti, contratti, verbali e visure: Word, PDF, PowerPoint, Excel e altro ancora, nomi dei file compresi. Il ripristino riporta tutto all'originale quando serve. Nessun documento viene inviato da nessuna parte.
Cosa fa
Che cosa fa rAisk Anonymizer?
rAisk Anonymizer è un'applicazione desktop che toglie i dati personali da un documento senza togliergli il senso. Riconosce 148 categorie di dati in Word, PDF, PowerPoint, Excel, HTML, CSV e archivi .zip, e restituisce il documento nel formato di partenza. Tutto avviene sul computer di chi lavora: nessun file viene inviato in rete.
Ogni valore riconosciuto viene sostituito da un segnaposto che ne dichiara la natura
(<FULL_NAME>, <IBAN>,
<CADASTRAL_DATA>): il testo resta leggibile e utilizzabile,
e la struttura del documento (titoli, elenchi, tabelle) resta quella di partenza.
Categorie riconosciute
Persone, contatti, indirizzi, dati fiscali e societari, documenti d'identità, dati bancari, credenziali, dati sanitari, dati catastali, numeri di procedimento e ruolo generale.
Copertura misurata
Su 500 atti di prova costruiti apposta, con 3.167 dati da nascondere segnati uno per uno: 3.166 spariti dal testo anonimizzato, copertura piena su 27 tipi di dato su 28.
Dati che escono dal PC
Nessun caricamento, nessuna chiamata di rete durante l'elaborazione, nessuna raccolta statistica: l'applicazione lavora sul posto e, dopo il primo avvio, anche senza rete.
Verificati, non indovinati
IBAN, carte di pagamento, codice fiscale e partita IVA hanno una cifra di controllo che dice se il codice è autentico: l'applicazione la ricalcola. Su questi dati un controllo che torna conta più di una somiglianza, e non lascia fuori pezzi di codice.
Anche il nome è un dato
Ricorso_Mario_Rossi_RG_501_2023.docx dice chi è la parte e qual è
il procedimento a chiunque veda la cartella o l'allegato. Il nome viene riscritto con gli
stessi segnaposto del testo, e il ripristino lo riporta com'era.
Reversibile su richiesta
Ogni elaborazione produce una mappa che riporta documento e nome allo stato originale. Le mappe restano fuori dalla cartella che si consegna: sono l'unica parte che contiene ancora i dati in chiaro.
Come rileva
Come riconosce i dati personali?
Con sette passaggi, dal più preciso al più generico. Il riconoscimento automatico e i controlli sui codici leggono entrambi il testo originale. Dove le due letture si sovrappongono prevale, nell'ordine: il codice il cui controllo torna, poi la regola precisa, infine la lettura che copre la porzione di testo più ampia. Su quanto resta intervengono i passaggi successivi.
| Livello | Che cosa recupera |
|---|---|
| Frammenti rimasti in chiaro | La parte di testo sfuggita accanto a un dato già nascosto: Nicolò accanto al cognome mascherato, il civico accanto alla via, la forma societaria accanto al nome. |
| Ragioni sociali | Denominazioni di enti privati riconosciute per forma societaria (S.r.l., S.p.A., GmbH, Ltd, …), per parola-chiave (Banca, Studio Legale, Consorzio) o per la formula che segue («…, P.IVA»). Gli enti pubblici sono volutamente esclusi: non sono dati personali e servono come contesto. |
| Nomi di persona | Nomi sfuggiti al riconoscimento automatico, ripresi da un elenco di nomi propri italiani o dalla qualifica che li precede («in persona del legale rappresentante …»). |
| Entità italiane | Vie con il numero civico, città, sigle di provincia, CAP, codice fiscale, partita IVA. |
| Voci compilate | Categorie in forma chiave: valore («Targa: AB123CD», «Importo: 1.500,00»). |
| Elenchi | Voci di un elenco rimaste in chiaro accanto ad altre già nascoste: è l'unico appiglio per i marchi senza forma societaria. |
| Ripetizioni | Ogni volta che un valore già riconosciuto ricompare nel documento. |
Un documento lungo viene esaminato tutto
Il riconoscimento legge una porzione di testo per volta, e un fascicolo di molte pagine non ci sta in una sola: viene diviso in blocchi tagliati sempre a fine riga, e ogni blocco ricomincia qualche riga prima della fine del precedente, così un nome a cavallo del taglio si trova comunque per intero. Le rilevazioni ripetute nelle zone in comune vengono riunite in una sola. L'attesa cresce con il documento, ma non resta fuori la parte finale.
Dizionari italiani, anche in MAIUSCOLO
Oltre novemila nomi propri diffusi in Italia, tutti i comuni italiani e le venti regioni affiancano il riconoscimento automatico dove è più incerto: intestazioni, elenchi, tabelle fitte. Lì i nomi sono spesso scritti tutti in maiuscolo, forma che da sola gli sfugge, e vengono cercati anche così. Perché un titolo non diventi una persona, il maiuscolo si accetta solo quando il nome proprio è fra quelli in elenco.
Il dato si maschera, la parola che lo introduce resta
12 non è un numero di foglio e 501/2023 non è
un numero di ruolo finché non è la parola che li precede a dirlo. Per queste categorie la regola si
aggancia alla parola-chiave e nasconde solo il valore: il documento resta comprensibile.
# dati catastali e numeri di procedimento Foglio 12, particella 345, sub. 6 → Foglio <CADASTRAL_DATA>, particella <CADASTRAL_DATA>, sub. <CADASTRAL_DATA> R.G. 501/2023, sentenza n. 1234/2024 → R.G. <DOCUMENT_ID>, sentenza n. <DOCUMENT_ID> # nome del file Ricorso_Mario_Rossi_RG_501_2023.docx → Ricorso_FULL_NAME_1_RG_DOCUMENT_ID_anonimizzato.docx
Come si usa
Come si usa, passo per passo?
Si converte, si analizza, si anonimizza. L'interfaccia grafica raccoglie le azioni nella sequenza in cui si usano. C'è anche un'interfaccia da riga di comando, per chi elabora documenti in serie.
Dichiara i dati della tua organizzazione
Una ragione sociale fatta di poche lettere non ha nulla che la distingua da una sigla qualsiasi: nessuno strumento può indovinarla. Prima dell'analisi l'applicazione chiede di compilare (o marcare N/A) nome azienda, sigla o marchio, amministratore delegato, legale rappresentante, partita IVA, codice fiscale, sede legale, referente, controparte principale e dominio web. Quest'ultimo è il campo che rimetterebbe in chiaro tutto il resto, perché compare in e-mail, piè di pagina e link.
Finché restano campi irrisolti nessun pulsante avvia l'elaborazione. Accanto si aggiungono sostituzioni personalizzate scegliendo fra tutte le 148 categorie, con etichetta in italiano.
Porta il documento in Markdown
Il pulsante CONVERTI IN .MD accetta Word, PDF, PowerPoint, Excel, HTML, CSV e i
formati affini (doc, json, xml, txt, rtf, epub), oltre agli archivi
.zip e alle cartelle intere. È da qui che parte l'analisi:
il testo esaminato è esattamente quello che si legge nel .md,
e prima di procedere si può controllare che non sia rimasto fuori nulla.
Al termine l'applicazione propone di anonimizzare subito ciò che ha prodotto. Il documento anonimizzato torna poi nel formato di partenza.
Analizza, controlla, anonimizza
ANALIZZA elenca uno per uno gli elementi trovati, con la categoria a cui appartengono: l'elenco si ordina, si cerca e si spunta. Quello che non va mascherato (il nome di un ente pubblico, un riferimento normativo) si toglie dalla lista prima di procedere. ANONIMIZZA sostituisce ciò che è rimasto spuntato e riconsegna il documento nel formato di partenza.
L'analisi lavora sul processore, senza bisogno di scheda grafica: un documento da centomila caratteri richiede una trentina di secondi su un normale computer da ufficio. Ogni elaborazione lascia nella cartella del progetto un riepilogo di ciò che è stato fatto: riaprendolo si ritrova la scheda com'era, analisi compresa, senza rifarla.
Ciò che va nascosto si riconosce leggendo: il pulsante [***]
Un nome di fantasia, un soprannome, una frase che identifica una persona senza nominarla: sono cose che l'occhio vede subito e che nessuno strumento può dedurre. Il pulsante giallo [***], accanto alle sostituzioni personalizzate, apre il documento a tutta finestra e lascia indicarle dove stanno, invece di ricopiarle in un campo.
| Gesto | Effetto |
|---|---|
| Doppio clic su una parola | Al suo posto compare un segnaposto. |
| Trascinamento su più parole | L'intera frase diventa un segnaposto. |
| Doppio clic su un segnaposto | Il testo torna in chiaro. |
| Mouse fermo su un segnaposto | Un riquadro mostra il testo che nasconde. |
Il documento è mostrato com'è diventato: titoli, elenchi e tabelle a colonne allineate restano leggibili, e i segnaposto sono colorati secondo la provenienza, giallo quelli scelti lì, verde i dati dell'organizzazione e le sostituzioni personalizzate, azzurro gli elementi trovati dall'analisi. Ogni scelta vale su tutti i documenti aperti e viaggia nella mappa di ripristino come tutte le altre. Per orientarsi nei documenti lunghi ci sono una casella di ricerca e un selettore che scorre le anonimizzazioni una per una.
Ogni lavorazione è un progetto, ogni progetto è una cartella
La destinazione non si sceglie file per file: l'applicazione scrive tutto dove deve andare, e tiene le mappe di ripristino lontane da ciò che si consegna.
<cartella del progetto>/ file di progetto e mappe di ripristino (.json, .xlsx) ├── markdown/ versioni .md dei documenti di partenza ├── anonimizzati/ documenti anonimizzati: è ciò che si consegna └── ripristinati/ documenti riportati all'originale
Privacy
I documenti restano sul computer?
Sì: il documento riservato non diventa un caricamento. Anonimizzare un atto mandandolo a un servizio online significa consegnarlo in chiaro proprio a chi non dovrebbe vederlo. Qui l'elaborazione avviene sulla macchina di chi lavora.
Tutto sul posto, senza rete dopo il primo avvio
Il motore di riconoscimento (circa 2,8 GB) si scarica una volta sola alla prima apertura, poi non serve più: durante l'elaborazione non c'è nessuna chiamata di rete. Nessun documento, nessun frammento di testo e nessun dato sull'uso lasciano la postazione.
Le mappe non finiscono nella consegna
La mappa di ripristino è l'unica parte che contiene ancora i dati in chiaro: resta nella
radice del progetto, separata dalla cartella anonimizzati/,
così non la si allega per sbaglio.
Il ruolo resta, il nome no
Giudice, avvocato, attore, teste: il ruolo non è una proprietà della persona e resta nel testo come contesto. Ciò che si maschera è il nome. Anche gli enti pubblici restano leggibili: non sono dati personali e servono a capire l'atto.
La mappa si può anche non salvare
Quando il ripristino non serve e i dati originali non devono restare da nessuna parte, la mappa non viene creata: in quel caso anche il riepilogo dell'elaborazione è scritto senza alcun valore in chiaro, e restano solo i conteggi per categoria. L'anonimizzazione diventa però definitiva.
Nemmeno i file di lavoro rimettono in chiaro
Il nome del progetto e quello della mappa derivano dal documento già anonimizzato: ciò che è stato appena tolto dal nome del file non rientra dalla porta di servizio in una cartella o in un allegato.
La rilettura resta necessaria
La copertura misurata è alta ma nessuno strumento è infallibile: il documento anonimizzato va riletto prima di consegnarlo. L'applicazione dichiara sempre quanti dati ha trovato e di che tipo, proprio per rendere il controllo veloce.
Requisiti e attivazione
Che cosa serve per usarlo e come si ottiene?
Un programma solo, sul computer di chi lavora: Windows 7 o superiore oppure macOS 11 o superiore, 4 GB di memoria e 8 GB di spazio su disco. L'applicazione è compresa nell'abbonamento a rAisk 231, senza costi aggiuntivi: si richiede a rAisk e non si scarica da questa pagina.
- Windows 7 o superiore, oppure macOS 11 o superiore
- 4 GB di memoria minimo
- 8 GB di spazio su disco: 2,8 li occupa il motore di riconoscimento che l'applicazione scarica al primo avvio
- Connessione a Internet al primo avvio, solo per scaricare il motore di riconoscimento: dopo si lavora offline
- Scheda grafica dedicata facoltativa: rende il lavoro più rapido, ma su un normale computer da ufficio il risultato è identico
- Licenza per postazione, compresa nell'abbonamento a rAisk 231: l'applicazione è attivata sulla singola macchina
Attivazione in due passaggi. Al primo avvio l'applicazione mostra il codice della postazione: invialo a info@raisk.it insieme all'intestazione dell'utenza e riceverai il codice di attivazione da incollare nell'applicazione.
Come si ottiene
Il pacchetto viene consegnato da rAisk insieme alla licenza della postazione, compresa nell'abbonamento a rAisk 231: scrivici indicando l'intestazione dell'utenza e il sistema operativo, e riceverai l'applicazione con le istruzioni di installazione. È un programma autonomo: si avvia e basta, senza altri componenti da installare.
Scrivi a info@raisk.itDomande frequenti
Le domande che ci fanno sempre.
I documenti vengono caricati su un server?
No. L'elaborazione avviene interamente sul computer su cui gira l'applicazione: il motore di riconoscimento si scarica una volta sola al primo avvio, poi si lavora anche senza rete. Nessun documento, nessun frammento di testo e nessuna statistica d'uso lasciano la postazione.
Che cosa scarica al primo avvio?
Il motore di riconoscimento, che non è incluso nel programma: pesa circa 2,8 GB e si scarica una volta sola, alla prima apertura. L'applicazione mostra una finestra con l'avanzamento; secondo la linea servono da pochi minuti a una mezz'ora. Se lo scaricamento si interrompe, alla riapertura riprende da dove era arrivato. Dalla seconda apertura in poi non serve più.
Serve la connessione a Internet?
Solo per lo scaricamento iniziale del motore di riconoscimento. Da lì in avanti l'applicazione lavora completamente offline: durante l'elaborazione non c'è nessuna chiamata di rete. Su una postazione che non va in rete si può portare il motore già scaricato da un altro computer e indicarne la cartella all'applicazione: in quel caso non scarica nulla.
Lo scaricamento si è interrotto: che cosa faccio?
Nulla di particolare: alla riapertura l'applicazione se ne accorge e riprende. Se invece segnala che il motore di riconoscimento è incompleto anche dopo un nuovo tentativo, si chiude l'applicazione, si elimina la cartella in cui era stato salvato e si riapre: viene riscaricato da capo. È il caso tipico di una connessione caduta o di un antivirus che ha bloccato il file.
L'anonimizzazione è reversibile?
Sì. Ogni elaborazione produce una mappa di ripristino che riporta il documento, e anche il nome del file, allo stato originale. La mappa è l'unica parte che contiene ancora i dati in chiaro: per questo resta nella radice del progetto, fuori dalla cartella «anonimizzati» che si consegna.
Posso anonimizzare più documenti insieme?
Sì. Oltre al file singolo c'è la modalità a cartella intera: l'applicazione elabora tutti i documenti che vi trova e produce una sola mappa di ripristino, valida per tutti. Lo stesso valore riceve così lo stesso segnaposto in ogni documento, e resta leggibile che si tratta della stessa persona. Anche il ripristino può lavorare sull'intera cartella.
Perché devo compilare i dati della mia organizzazione prima di iniziare?
Perché una ragione sociale di poche lettere, una sigla o un dominio non hanno nulla che li distingua da un testo qualsiasi: nessuno strumento può indovinarli. Dichiarandoli una volta vengono nascosti ovunque compaiano, nel testo e nei nomi dei file. Ogni campo va compilato oppure marcato N/A: finché ne restano di irrisolti l'elaborazione non parte.
Quanto tempo richiede l'elaborazione?
Un documento da centomila caratteri, cioè un fascicolo di una certa consistenza, richiede una trentina di secondi su un normale computer da ufficio, senza scheda grafica dedicata. Riaprendo un lavoro già fatto l'analisi non si ripete: resta salvata nel progetto.
Posso decidere che cosa mascherare e che cosa no?
Sì. L'analisi non anonimizza: elenca. Ogni elemento trovato compare in un elenco con la categoria a cui appartiene, e l'elenco si ordina, si cerca e si spunta. Ciò che non va nascosto (il nome di un ente pubblico, un riferimento normativo, un termine tecnico) si toglie prima di procedere: viene mascherato solo quello che resta spuntato.
Posso nascondere qualcosa che l'analisi non ha trovato?
Sì, leggendo il documento. Il pulsante giallo «[***]» lo apre a tutta finestra: un doppio clic su una parola, o il trascinamento su una frase, la sostituisce con un segnaposto; un secondo doppio clic sul segnaposto rimette il testo in chiaro. Ogni scelta vale su tutti i documenti aperti, compare nella tabella delle sostituzioni e viaggia nella mappa di ripristino come tutte le altre. È la strada per i nomi di fantasia, i soprannomi e le frasi che identificano una persona senza nominarla: cose che l'occhio vede e nessuno strumento può dedurre.
Un documento lungo viene analizzato per intero?
Sì. Il riconoscimento esamina una porzione di testo per volta, e un documento di molte pagine non ci sta in una sola: viene quindi diviso in blocchi, tagliati sempre a fine riga, e ogni blocco ricomincia qualche riga prima della fine del precedente, così che un nome a cavallo del taglio si trovi comunque per intero in uno dei due. Le rilevazioni ripetute nelle zone in comune vengono riunite in una sola. L'analisi dura più a lungo, ma riguarda tutto il testo e non solo l'inizio.
I nomi scritti tutti in MAIUSCOLO vengono riconosciuti?
Sì. È la forma tipica di intestazioni, elenchi e tabelle, cioè proprio dove il riconoscimento automatico è più incerto, e da sola tende a sfuggirgli: i nomi vengono quindi cercati anche in maiuscolo, particelle del cognome comprese. Perché un titolo non diventi una persona, un candidato tutto maiuscolo si accetta solo quando il nome proprio compare fra i nomi diffusi in Italia.
Posso non salvare la mappa di ripristino?
Sì, quando il ripristino non serve e si preferisce non conservare da nessuna parte i dati originali. In quel caso anche il riepilogo dell'elaborazione viene scritto senza alcun valore in chiaro: restano i conteggi per categoria, non i valori. L'anonimizzazione diventa però definitiva, perché senza mappa non si torna indietro.
Posso ripetere la stessa elaborazione su altri documenti?
Sì. Ogni elaborazione salva nella cartella del progetto un file di riepilogo con documenti trattati, opzioni usate, sostituzioni applicate e conteggi per categoria. Riaprendolo si ritrovano le stesse impostazioni, senza ricompilare i dati dell'organizzazione.
Quali formati posso trattare?
Qualunque documento di testo: Word, PDF, PowerPoint, Excel, HTML, CSV e i formati affini (doc, json, xml, txt, rtf, epub), anche raccolti in un archivio .zip o in un'intera cartella. Ogni documento viene prima convertito in Markdown, poi analizzato, e il documento anonimizzato torna nel formato di partenza.
Perché il documento passa dal Markdown?
Perché così si vede che cosa viene letto. Impaginazione, tabelle e caselle di testo di un file Word o PDF nascondono il testo effettivo: convertendolo in Markdown il contenuto diventa leggibile per intero, e il testo esaminato dall'applicazione è esattamente quello che si legge nel .md. Il passaggio è anche il punto in cui si può controllare che non sia rimasto fuori nulla, prima di procedere con l'anonimizzazione.
Posso fidarmi del risultato senza rileggerlo?
No, e non lo consigliamo. Sui documenti di prova la copertura misurata è del 99,97%, ma nessuno strumento è infallibile: il documento anonimizzato va sempre riletto prima di consegnarlo. Per i dati che nessuno strumento può indovinare (sigle, marchi, denominazioni interne) l'applicazione chiede di dichiararli prima dell'analisi.
Che cosa serve per usarla?
Windows 7 o superiore, oppure macOS 11 o superiore, 4 GB di memoria e circa 8 GB di spazio su disco: 2,8 li occupa il motore di riconoscimento scaricato al primo avvio, il resto serve a file temporanei e documenti prodotti. Alla prima apertura serve la connessione a Internet, poi no. Una scheda grafica dedicata non serve: rende il lavoro più rapido, ma il risultato è lo stesso su un computer da ufficio.
Come si attiva la licenza?
La licenza è per postazione ed è compresa nell’abbonamento a rAisk 231, senza costi aggiuntivi. Al primo avvio l’applicazione mostra il codice della macchina: lo si invia a rAisk insieme all’intestazione dell’utenza e si riceve il codice di attivazione da incollare nell’applicazione. Per richiederla scrivi a info@raisk.it.
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